
Quando un’impresa si trova in difficoltà economica, anche un singolo documento può fare la differenza tra la chiusura e la ripartenza.
È quanto accaduto a una società operante nel settore edile che, dopo mesi di tensione finanziaria, rischiava di dover interrompere completamente la propria attività a causa della mancata emissione del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).
Senza quel documento, l’impresa non avrebbe potuto partecipare a nuove gare d’appalto né proseguire i lavori in corso, con il rischio concreto di bloccare cantieri, perdere commesse e compromettere decine di posti di lavoro.
La società, assistita dallo Studio Legale Paganini Bellini, ha scelto di affrontare la crisi attivando la procedura di Composizione Negoziata della Crisi (CNC) prevista dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (artt. 12 e ss. CCII), allo scopo di ristrutturare i debiti e ristabilire la regolarità contributiva necessaria per continuare a operare.
Indice
Il provvedimento del Tribunale
Con ordinanza del 27 ottobre 2025, il Tribunale di Castrovillari – Sezione Procedure Concorsuali – ha accolto la richiesta dell’impresa, ritenendo sussistenti i presupposti di legge per il rilascio del DURC da parte dell’INPS, e ha confermato le misure protettive già concesse per la durata di 120 giorni.
Il Giudice ha riconosciuto che l’azienda si trova in una situazione di squilibrio economico-finanziario, ma con concrete prospettive di risanamento, come dimostrato dal piano industriale e dalle proiezioni economiche depositate.
Il Tribunale ha sottolineato come la regolarità contributiva rappresenti un elemento indispensabile per garantire la continuità aziendale e la riuscita del piano di ristrutturazione.
Senza il DURC, infatti, l’impresa sarebbe rimasta esclusa dalle gare pubbliche e privata della possibilità di proseguire i lavori in corso, vanificando l’intero percorso di risanamento.
Perché il rilascio del DURC è fondamentale
Il DURC è un documento tecnico, ma di importanza cruciale per le imprese.
Nel caso in esame, la sua sospensione aveva di fatto paralizzato l’attività: senza regolarità contributiva, l’azienda non poteva emettere fatture, riscuotere crediti o partecipare a nuovi appalti.
Grazie al provvedimento del Tribunale, che ha riconosciuto la necessità di tutelare la continuità aziendale, la società potrà ora tornare a operare regolarmente, mantenendo la propria forza lavoro e onorando gli impegni assunti nel piano di risanamento.
Il valore della Composizione Negoziata
Questo caso dimostra ancora una volta che la Composizione Negoziata della Crisi non è una procedura formale, ma uno strumento concreto e moderno per evitare il collasso di imprese in difficoltà.
Il Tribunale non si è limitato a confermare le misure protettive sui beni aziendali, ma ha anche disposto una misura cautelare di grande impatto: il rilascio del DURC, riconoscendo che la sua mancanza avrebbe compromesso la sopravvivenza dell’impresa.
Come ricordato anche da precedenti provvedimenti di altri Tribunali, la normativa oggi consente il rilascio del DURC anche in presenza di piani di rientro approvati e credibili, senza la necessità di un pagamento integrale immediato dei debiti previdenziali.
Un orientamento che segna un passo importante verso una giustizia più attenta alle esigenze reali delle imprese e alla tutela dei posti di lavoro.
Un piano per tornare sostenibili
Nel piano di risanamento presentato, l’impresa ha previsto la regolarizzazione dei debiti contributivi e fiscali in forma dilazionata, la gestione dei debiti verso i fornitori e una strategia di rilancio basata sulla diversificazione delle attività e sull’ottimizzazione dei flussi di cassa.
L’esperto nominato nell’ambito della procedura ha espresso parere favorevole, evidenziando la coerenza del piano e la sua idoneità a garantire il riequilibrio economico-finanziario dell’azienda nel medio periodo.
Dati principali della procedura
| Procedura | Composizione Negoziata della Crisi (artt. 12 ss. CCII) |
| Tribunale competente | Tribunale di Castrovillari |
| Settore | Edilizia e costruzioni |
| Importo debiti | € 260.865,59 |
| Misura cautelare concessa | Rilascio del DURC da parte dell’INPS |
| Durata misure protettive | 120 giorni |
| Assistenza legale | Avv. Riccardo Paganini (Studio Paganini Bellini) |
Una decisione che apre la strada alla ripartenza
Grazie a questo provvedimento, l’impresa potrà proseguire i lavori già avviati, riattivare i contratti sospesi e partecipare a nuove gare pubbliche, generando la liquidità necessaria a sostenere il piano di risanamento.
È la prova concreta che la Composizione Negoziata può salvare imprese in difficoltà, offrendo una tutela immediata e strumenti efficaci per la continuità.
Chi desidera approfondire come funziona la procedura può leggere il nostro articolo dedicato:
👉 Composizione Negoziata della Crisi: come salvare un’impresa in difficoltà
Il testo del decreto emesso dal Tribunale di Castrovillari
Conclusioni
Ogni decisione come questa conferma che la legge, se utilizzata nel modo giusto, può essere una vera alleata delle imprese.
Con la giusta assistenza legale e con un piano credibile, anche le situazioni più critiche possono trasformarsi in un punto di ripartenza.
Questo caso dimostra che un DURC non è solo un documento burocratico, ma può rappresentare la chiave per salvare un’intera azienda.
E la Composizione Negoziata è, oggi più che mai, lo strumento giusto per farlo.
Esistono soluzioni concrete per uscire da queste situazioni, ma serve esperienza, lucidità e un piano ben strutturato.
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