
Hai ereditato un immobile o un conto corrente in Italia da un parente che viveva all’estero? In un contesto sempre più globalizzato, le successioni transfrontaliere sono una realtà sempre più frequente. Capire come gestirle – sotto il profilo legale e fiscale – è fondamentale per evitare errori, ritardi o pesanti sanzioni.
Indice
Cosa si intende per successione estera?
Si parla di successione estera quando il defunto aveva la residenza abituale in uno Stato diverso dall’Italia, ma lasciava beni anche in Italia. È il caso, ad esempio, di un cittadino italiano trasferito all’estero per lavoro o pensionamento, oppure di un cittadino straniero proprietario di un immobile in Italia.
In queste situazioni si parla tecnicamente di successioni internazionali o transfrontaliere, che coinvolgono due o più ordinamenti giuridici. Il rischio, se non ci si affida a un professionista esperto, è quello di incorrere in errori nella dichiarazione di successione o in imposte non dovute o non pagate nei termini.
Qual è la legge applicabile alla successione?
Dal 17 agosto 2015 è in vigore il Regolamento UE n. 650/2012, che disciplina le successioni internazionali per i cittadini dell’Unione Europea. Secondo tale Regolamento, la legge applicabile alla successione è quella dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento del decesso, salvo che questi abbia scelto la legge del proprio Stato di cittadinanza.
Questo significa che, se il defunto viveva stabilmente all’estero (es. Germania, Svizzera, Francia), la successione sarà regolata dal diritto di quel Paese, anche per i beni situati in Italia. Tuttavia, l’Italia mantiene una competenza fiscale per i beni situati sul suo territorio.
Devi presentare la dichiarazione di successione anche in Italia?
Sì, se sono presenti beni immobili o diritti reali in Italia (come appartamenti, terreni, usufrutti), i chiamati all’eredità devono comunque presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate italiana, anche se la successione è regolata da un’altra legge straniera.
Questo adempimento è necessario per trasferire formalmente la titolarità dei beni ereditati e per calcolare e pagare le imposte di successione dovute allo Stato italiano. È una procedura che può essere molto complessa se non ci si affida a un avvocato esperto in successioni con profilo internazionale.
Quali tasse si pagano in Italia per un’eredità estera?
Le imposte da considerare per i beni ereditati in Italia da un defunto residente all’estero sono:
- Imposta di successione: variabile in base al grado di parentela e al valore dei beni (4% con franchigia di € 1.000.000 per figli e coniuge; 6% o 8% per altri casi)
- Imposta ipotecaria: 2% sul valore catastale degli immobili
- Imposta catastale: 1% sul valore catastale degli immobili
- Eventuali sanzioni o interessi in caso di dichiarazione tardiva o errata
In molti casi, è possibile scontare le imposte pagate all’estero se c’è una convenzione tra gli Stati (per esempio tra Italia e Svizzera) per evitare la doppia imposizione. Ma questa possibilità va valutata caso per caso con attenzione.
Successioni internazionali: attenzione ai beni in più Paesi
Chi eredita da una persona che aveva beni in più Stati (es. una casa in Italia, un conto in Lussemburgo, delle azioni in Francia), si trova di fronte a una vera e propria successione mista.
In questi casi, è importante:
- Verificare la legge applicabile alla successione
- Accertare la presenza di testamenti validi nei vari Paesi
- Valutare se aprire più dichiarazioni di successione nei diversi Stati
- Considerare i trattati internazionali contro la doppia imposizione
Ogni Stato ha regole diverse su modalità, termini e tassazione: è quindi fondamentale muoversi con cautela e tempestività, con l’assistenza di uno studio legale con competenze in diritto internazionale privato e fiscalità internazionale.
La fiscalità degli immobili in Italia ereditati da un cittadino estero
Molto spesso, chi eredita un immobile in Italia non risiede nel nostro Paese. In questo caso, oltre alla dichiarazione di successione, bisogna valutare anche il futuro trattamento fiscale del bene:
- Imposte locali (IMU, Tari) da versare annualmente
- Eventuale tassazione sui redditi fondiari (es. affitto) da dichiarare al fisco italiano
- In caso di vendita, obbligo di versamento della plusvalenza in alcuni casi
Il rischio è quello di trascurare alcuni adempimenti e trovarsi, anni dopo, con cartelle esattoriali da migliaia di euro. Per questo è importante non limitarsi a “ricevere l’eredità”, ma gestirla correttamente anche sul piano fiscale.
Cosa succede se si rinuncia all’eredità estera?
La rinuncia all’eredità è possibile anche nelle successioni internazionali, ma va formalizzata in modo corretto sia secondo la legge del Paese competente, sia nei confronti delle autorità italiane se vi sono beni in Italia.
In Italia la rinuncia si fa con dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale. Ma per evitare che la rinuncia non abbia effetti anche all’estero (es. Svizzera, Germania), è bene farsi assistere nella redazione di documentazione multilingua valida in entrambi i sistemi giuridici.
Un errore nella rinuncia potrebbe comportare l’assunzione involontaria dei debiti del defunto.
Perché affidarsi a un avvocato esperto in successioni estere?
La gestione di una successione internazionale non è una pratica “standard”. È necessario avere una visione d’insieme che integri diritto civile, diritto internazionale privato e fiscalità. Il rischio è quello di compromettere il patrimonio personale o di ritardare il trasferimento dei beni ereditati.
Lo Studio Legale Paganini Bellini si occupa da anni di successioni ereditarie e debiti ereditari, con particolare attenzione alle eredità con profili internazionali. Grazie alla collaborazione con notai, commercialisti e professionisti esteri, forniamo un’assistenza completa e personalizzata per ogni tipo di successione.
FAQ – Domande frequenti
- Devo fare la successione in Italia anche se il defunto viveva all’estero?
Sì, se ci sono beni in Italia (es. immobili), è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione in Italia. - Posso evitare la doppia tassazione?
In alcuni casi sì, ma dipende dalla presenza di convenzioni tra l’Italia e il Paese estero. Serve una valutazione professionale. - La legge italiana si applica comunque ai beni in Italia?
No, dal 2015 vale la legge della residenza abituale del defunto, salvo diversa scelta. L’Italia resta però competente per le imposte sui beni nel suo territorio. - Posso rinunciare all’eredità anche se il defunto era all’estero?
Sì, ma occorre rispettare i requisiti di forma e sostanza previsti nei diversi ordinamenti coinvolti.
Conclusioni
Gestire un’eredità lasciata da una persona che viveva all’estero richiede attenzione, competenza e conoscenza delle normative internazionali. Non improvvisare e non affidarti a soluzioni “fai da te”.
Contattaci per una consulenza personalizzata: valuteremo insieme la strategia migliore per proteggere i tuoi diritti e il tuo patrimonio.
Hai paura che l’eredità sia un peso più che un’opportunità?
Nessun panico: se il defunto ha lasciato più debiti che beni, puoi proteggerti legalmente.
L’importante è agire in tempo, con il supporto di un professionista.
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